E allora si arrese e sedette al tavolo della cucina, che era vuota. Il flusso dei pensieri si era arrestato proprio adesso che era vicino alla carta, ma tant’è. Era così che andava sempre, ed era così che forse doveva andare. E se, scrivendogli una lettera, avesse preso davvero coscienza della situazione? E se avesse lasciato la sua ragazza del momento e fosse andato sotto al balcone di Lui e avesse urlato a pieni polmoni il suo nome, oppure semplicemente avesse suonato il citofono?
Era passato spesso nei pressi di casa Sua, con l’automobile rossa e lo stereo acceso. Aveva ascoltato canzoni evocative con l’intenzione di alzare il volume al massimo e farsi sentire anche da Lui, ma con quale coraggio? e con quale faccia affrontare Lui che esce dal balcone con sguardo interrogativo, Lui con i Suoi occhiali ingombranti sul naso, la Sua camicia stirata male, il Suo Corpo Bellissimo di cui non aveva merito, il Suo…
no, no, era troppo. Era stato troppo ogni volta, e ogni volta aveva abbassato il volume ed era filato via verso casa di qualche ragazza. LE RAGAZZE! Quanto le disprezzava, specie dopo che Lo aveva visto con gli occhi della mente. Ogni orgasmo era forzato e arrivava sempre troppo tardi, ogni amplesso durava un’eternità. Il sesso faceva schifo, ormai se n’era convinto, e nulla avrebbe cambiato quest’idea se non… no, no. Non poteva pensarci. Non sarebbe mai accaduto nulla del genere. Le ragazze davano fama, la fama il potere e il potere la soddisfazione. Lui gli avrebbe dato vergogna, pensieri, sì, anche una gioia immensa, ma no, non ne avrebbe avuto la forza. Non voleva rovinare l’immagine perfetta ne aveva, diceva a se stesso, mentendosi. Com’era sporco mentire quando c’era Lui di mezzo. Lui così puro, così sincero, Lui così…
• 12 July 2011
You can polish everything EXCEPT FOR THE MARK ON YOU
sono davanti al pc alle sei del mattino e forse è la prima volta che succede. gli occhi sono stanchi per la nottata passata in bianco e il lettore mp3 è rovente. ho ascoltato le Hole per quasi tutta la notte e ho indirettamente subito accuse fino al mio strato più intimo; ho sentito il peso degli indici puntati contro il mio modo di vivere, d’intendere e di sentire. sono furibonda ma sono anche estausta, stremata, delusa.
non ho mai avuto tanto bisogno di partire quanto ne ho adesso.
• 11 July 2011
she’s lost control again
è successo. mi ha riversato un fiume di rancore addosso. avrei voluto guidare contro il muro fino a schiantarmici contro. avrei voluto alzare ancora il volume dello stereo e assordarmi. Perché - sì, ecco, PERCHE’? - lo sai, a volte siamo troppo piccole per contenere emozioni del genere, specie quanto sono dolorose. Se fosse stata lei al mio posto si sarebbe gettata in terra e mi avrebbe chiesto pietà; ma l’amore ha smesso di renderla vittima, si direbbe, e ora l’ha resa stronza abbastanza per attaccarmi. Cretina. Le tue parole rimbalzano sulle portiere della mia auto. Puoi vedermi attravero i vetri, ma siamo separate e tu non puoi toccarmi più. La musica è alta, non sento. Urla quanto ti pare, le corde vocali non ti servono più a niente ora che ti sei venduta l’anima per comprare i tuoi testi universitari del cazzo.
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Lei non capisce che i sentimenti degli altri non contano.
Contano solo i miei.
• 4 July 2011
Ho capito dove ho sbagliato.
Ho sprecato troppe parole.
E le parole, si sa, quando descrivono il dolore sono ridondanti e invece di liberartene te lo restituiscono. più elegante, sì, ma anche amplificato. Le parole sono meravigliose, ma possono offrirti solo una catarsi a metà.
La musica è il canale giusto, la nuova chiave di lettura per la sofferenza. La musica libera perché sublima. Le parole torneranno indietro a tormentarti, sempre. Le parole non evaporano. Le parole sono reali e sono piccole ferite autoinferte. Smettiamola di farci del male.
• 27 June 2011
I’m so sick of your skits
I find it so ironic that I could reflect myself in him like in a clean pond even if he’s never been clean at all. He got out from the chasm in which he threw himself for escaping boredom as dirty as me, and maybe this is because I potentially like him, even if his laugh is so irritating.
• 27 June 2011
oh, i ragazzi irriverenti!
• 23 June 2011