saw boomerang doll at the
hillbilly ball
on plastic mattress sat a gal
all made of straw
she snapped like matchstix
and she spit out cracker drawl
all that she lacks is are the
bones to break her fall
I got your spine filled right in line
with your plastic skin refined
I saw thee emperess' dress and
in the past she passed as fine
old voodoo rag doll a pin up
on the wall
crystal ball glass eye are at
her beck & call
her smile sarcastic springs
wired to her jaw
on plastic mattress burned the gal all made of straw
[katastrophy wife]
http://hitmeonthehead.posterous.com/
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Ask me anything
Fontanellette
I went to a Verdena concert recently. It was beautiful. I met my ghosts in the throng and they kindly smiled at me, they cried my name through the crowd to greet me. It felt like home. You could have been there too, if you weren’t so used to elegant clothes and well tuned guitars, to perfect lives and brilliant futures. You are used to stars. I belong, on the contrary, to the crowd of endless adolescences. You people would never push against each other to see a concert. And we don’t shine enough to be noticed from where you are.
a little extract from The Oak #2
• 11 August 2011
questi sono i momenti in cui mi chiedo come si faccia a non apprezzare la vita. è bellissima.
è bellissimo non riuscire più a suonare, a scrivere, a parlare, persino a scopare. è bellissimo non riuscire più ad articolare una frase di senso compiuto e sentire tutto che ti bolle dentro, indomito e indecodificabile. è bellissimo aspettare i tramonti ascoltando beck.
è bellissimo dimenticarsi di se stessi perché si è presi dai ricordi degli altri e dall’immagine sbiadita dei loro sorrisi ingenui affacciati a un balcone -“ciao!”.
vorrei andarlo a prendere e riportarlo indietro. ridargli i suoi sedici anni e vederlo entusiasmarsi con sincerità. i ventenni sono noiosi. sembrano la caricatura di quello che sognavano di diventare.
• 8 August 2011
Non si lasciano le cose a metà. No - mi da fastidio, impedisce alle cose di riempirsi, maturare e completarsi come natura comanda.
Non si lasciano le persone a vagare per le strade britanniche senza prima aver dato loro precise indicazioni, senza averle prima rifornite di antidepressivi nel caso in cui inciampassero e perdessero la via di casa. Non si fa, non è giusto, è irrispettoso verso l’essere umano contro tuo malgrado cui sei andato a sbattere. Se poi sei tornato indietro e l’hai urtato più volte con finta sopresa e con un affettato tu qui? dovresti quantomeno promettergli fedeltà eterna, un matrimonio wicca, dei figli e un nuovo amplificatore per il basso.
Anyway -
Non mi hai ancora detto cosa ci facevi a Londra dietro ogni vicolo, sotto ogni lampione, dentro ogni autobus e sulla soglia di ogni cabina telefonica. Tu qui?
and if a doubledecker bus crashes into us
to die by your side is such an heavenly way to die
and if a ten ton truck kills the both of us
to die by your side the pleasure and the privilege is mine
• 4 August 2011
- odioso. odioso e pezzo di merda. la tua arte è ridondante e tu sei privo del minimo talento. idiota. idiota puttaniere e stronzo. -
bentornata a casa.
bentornata un cazzo.
il viaggio a Londra tutto sommato è andato bene, ma dovrei tornarci da sola per capirla davvero. la stafford house è il male, ma al suo interno ho conosciuto gente figa. ora sono tornata e medito vendette, sfuriate, crisi isteriche. il giorno in cui la smetterò di lagnarmi sarà sempre troppo tardi, lo so: a Londra non ho fatto altro. Le case tutte uguali e orribilmente pulite, simmetrice, fiorite; le persone ordinate hip e in riga, keep the right please. dio, le avrei fatte a pezzi. Londra è piena di rabbia repressa, però ora capisco perché l’hai amata tanto. Con le sue vie di mezzo e la sua gente ben educata ti fa sentire al sicuro, ti nasconde dietro una nebbiolina lieve e ti protegge dagli sguardi indiscreti. A Londra non rischi di essere scoperto perché la gente non ti guarda mai negli occhi. Ma la mia attitudine mi porta ad autoespormi al linciaggio, specie quando serve a difendere te.
p.s.: i tarocchi sono una minchiata col botto. è stupido da parte mia lasciarmi incantare dalla prima donna che mi parla di spiritualità.
• 1 August 2011
banned from the end of the world!
è lecito stancarsi di se stessi ogni tanto. va bene raccogliere i diari di una vita per farne un falò.
lo è perché se fosse altrimenti io cadrei di nuovo giù, e non me lo posso più permettere. brindiamo a una forma mentis nuova e banale!
- HO SPESO DEI SOLDI PER LIBERARMENE TOGLI QUEI CAZZO DI LIBERTINES DAL MIO STEREO -
è necessario, necessario e vitale, che io abbandoni le vecchie spoglie e rinasca vuota e libera. è necessario che io catalizzi la mia negatività, è necessario che io scriva, che io suoni e che non faccia male a nessuno, anche nel caso in cui la persona in questione è un sacco di merda con un adesivo recante la scritta ‘punk’ sulla fronte.
qualora lo facessi comunque sarebbe bellissimo. vorrei fracassarti il cranio mentre ascoltiamo i pixies. piacerebbe anche a te.
è necessario soprattutto che io impari a non imparare mai più.
in tutti questi anni ti ho amata soprattutto perché sei orribile.
-perdonami-
• 13 July 2011
E allora si arrese e sedette al tavolo della cucina, che era vuota. Il flusso dei pensieri si era arrestato proprio adesso che era vicino alla carta, ma tant’è. Era così che andava sempre, ed era così che forse doveva andare. E se, scrivendogli una lettera, avesse preso davvero coscienza della situazione? E se avesse lasciato la sua ragazza del momento e fosse andato sotto al balcone di Lui e avesse urlato a pieni polmoni il suo nome, oppure semplicemente avesse suonato il citofono?
Era passato spesso nei pressi di casa Sua, con l’automobile rossa e lo stereo acceso. Aveva ascoltato canzoni evocative con l’intenzione di alzare il volume al massimo e farsi sentire anche da Lui, ma con quale coraggio? e con quale faccia affrontare Lui che esce dal balcone con sguardo interrogativo, Lui con i Suoi occhiali ingombranti sul naso, la Sua camicia stirata male, il Suo Corpo Bellissimo di cui non aveva merito, il Suo…
no, no, era troppo. Era stato troppo ogni volta, e ogni volta aveva abbassato il volume ed era filato via verso casa di qualche ragazza. LE RAGAZZE! Quanto le disprezzava, specie dopo che Lo aveva visto con gli occhi della mente. Ogni orgasmo era forzato e arrivava sempre troppo tardi, ogni amplesso durava un’eternità. Il sesso faceva schifo, ormai se n’era convinto, e nulla avrebbe cambiato quest’idea se non… no, no. Non poteva pensarci. Non sarebbe mai accaduto nulla del genere. Le ragazze davano fama, la fama il potere e il potere la soddisfazione. Lui gli avrebbe dato vergogna, pensieri, sì, anche una gioia immensa, ma no, non ne avrebbe avuto la forza. Non voleva rovinare l’immagine perfetta ne aveva, diceva a se stesso, mentendosi. Com’era sporco mentire quando c’era Lui di mezzo. Lui così puro, così sincero, Lui così…
• 12 July 2011