saw boomerang doll at the
hillbilly ball
on plastic mattress sat a gal
all made of straw
she snapped like matchstix
and she spit out cracker drawl
all that she lacks is are the
bones to break her fall
I got your spine filled right in line
with your plastic skin refined
I saw thee emperess' dress and
in the past she passed as fine
old voodoo rag doll a pin up
on the wall
crystal ball glass eye are at
her beck & call
her smile sarcastic springs
wired to her jaw
on plastic mattress burned the gal all made of straw
[katastrophy wife]
http://hitmeonthehead.posterous.com/
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Ask me anything
Fontanellette
la vita emotiva di una persona ossessivo compulsiva è complessa e indecifrabile per chiunque non ci sia dentro. le reazioni possono essere esagerate o quasi del tutto assenti, a seconda di quale tempesta ossessiva ci si trovi in balìa al momento. per questo non ho scritto da un po’ di tempo a questa parte. perché nella mia posizione in questo momento è difficile provare sensazioni precise senza che queste siano offuscate da pensieri ripetitivi e gesti riparatori o pseudo tali, e dunque cosa scrivere, di cosa parlare? potrei dire di non sentire niente, ma questo non sarebbe vero. io sento, ma sento troppo e tutto insieme, tutto sovrapposto, e le emozioni si scontrano e si annullano tra loro, ed io rimango seduta sul letto, senza onestamente capirci granché. figurarsi scrivere. scrivere di che cosa? il mio diario è diventato poco più di un elenco delle cose fatte in giornata, perché delle ossessioni non si scrive, è meglio di no, è meglio non dar loro importanza, prenderle in giro, così che si affievoliscano. sì. e nel frattempo, di che parlo? che cosa penso? che cosa produco? che cosa sono?
• 7 May 2013 • 2 notes
tempo fa mi hai chiesto una lista delle lezioni imparate lo scorso anno. io ho finto di ignorare la richiesta perché mi sembrava di non aver imparato niente, di aver dormito trecentosessantacinque giorni di continuo. ora però sono qui per dare una risposta, forse più a me stessa che a te.
una cosa che ho capito è che per restare interi è importantissimo mantenere una visione di sé dall’esterno, oltre che dall’interno. sono importanti allo stesso modo, per quanto vogliamo fare i fighi bbelli dentro. gli specchi li hanno inventati apposta. ma anche i blog, gli atteggiamenti e la comunicazione in genere.non dovremmo mai vergognarci delle maschere: sono bellissime e sono prodotti della nostra creatività. c’è un sacco di lavoro dietro, e danno soddisfazioni. ti aiutano a definire chi sei perché sono l’antitesi che ti serve per arrivare ad una visione completa.
un’altra cosa è che ogni tanto bisogna guardare ai sé che siamo stati in precedenza per crearne uno che sia adatto al momento presente, e non affannarsi alla ricerca di novità. imporsi di guardare avanti senza se e senza ma significa perdere tutto quello che si è accumulato nel tempo.la mia coscienza dittatoriale mi ricorda di continuo che per essere degna di uno status bisogna mantenerlo, fino all’esasperazione ed alla perdita di genuinità: ed è uno stress distruttivo e innecessario. la mia coscienza mi imporrebbe anche di cercare del nuovo ed espandermi e diventare una persona più colta e migliore - ma sto ascoltando i morphine, perché non devo provare niente a nessuno. questo mi hai aiutata a capirlo tu tutte quelle volte che mi hai ammonito nella mia ricerca compulsiva di “cose nuove”, e te ne sono grata.
l’ultima, e forse la più importante, è che la più grande prova di maturità è avere tutti i mezzi e le migliori possibilità per mandare a puttane la tua esistenza e invece scegliere di trovarti un passatempo migliore. questa per me è stata una svolta bella grossa, in parte dovuta ad alberto. alberto mi ha insegnato, tra le altre cose, che ho delle responsabilità, nei confronti di me stessa e degli altri. e per quanto fosse divertente costruire impalcature solo per poterle prendere a calci dopo, il dovermi preoccupare che nel frattempo lui non si faccia male per colpa della mia pochezza morale è tutt’altro che una noia. è una cosa bellissima, un test per l’età adulta.
e l’età adulta non fa schifo per niente. non se hai qualcuno che valga la pena proteggere. e non se suoni negli psoriasi.
• 10 March 2013 • 2 notes
[Kina - Questi Anni]
sono giunta quasi alla fine del mio glorioso iter nel mondo della scuola superiore. e, incredibilmente, è finita come speravo un paio di anni di post fa, in simili condizioni, allo stesso orario, persino nelle stesse location. ho affermato un paio di volte che questo iter glorioso fosse finito faccia a terra nella merda e avevo torto. nel dirlo non ci credevo nemmeno io. ho fatto di testa mia e sono arrivata dove volevo arrivare, sulle mie gambe; e se ora al traguardo è arrivata la parte più difficile, e cioé la ricerca di nuovi obiettivi, io mi arrogo il diritto di rimandare e per una volta godermi il presente, ché me lo sono meritato.
ti scrissi un anno fa che se proprio dovevamo diventare adulte, che lo facessimo almeno nel peggior modo possibile. se ci siamo riuscite o meno, lo lascio decidere a te, a te l’ardua sentenza. prima o poi. se mai ti andrà di parlarne.
• 10 January 2013 • 1 note
“Il faut être absolutement moderne.”
• 10 January 2013 • 5 notes
fleboclìsi
palermo di sera con beck in sottofondo è una meraviglia.
non c’è un solo tipo di scarto, ogni contesto ha i suoi. e negarlo vuol dire rifiurarsi di ammettere altre realtà all’infuori di quella della propria cameretta.
il punk non ha mantenuto la propria valenza esoterica per tutti, per quanto abbiano potuto pertinere fieramente a loro tempo.
• 10 January 2013 • 1 note
non voglio un mondo in cui significato e significante coincidono perfettamente in ogni tempo. mi annoia. kant è morto, grazie a dio: ma miss violetta beauregarde no. il bisogno di rinnegare le proprie idee è fisiologico al mantenimento delle stesse perché qualora le si senta e le si veda ripetere di continuo queste perdono di valore e annoiano. di sicuro hanno annoiato me. e questa noia è preziosa, è materia grezza per la persona che sognavo di diventare qualche anno fa, e che ho dimenticato.
• 5 January 2013 • 1 note
Caro Alberto,
darei qualsiasi cosa in cambio di un legame di sangue tra noi. una prova tangibile della nostra unione. la sicurezza che qualunque cosa succeda qualcosa ci tiene legati allo stesso contesto.
non sono un’esistenzialista e probabilmente non lo sarò mai. ma amo il fatto che tu lo sia.
hai cambiato il significato di gran parte dei pezzi nel mio lettore mp3. sleater-kinney incluse.
ti porterò a siracusa un giorno.
rapirò steve albini e lo costringerò a vivere nel nostro armadio per farti contento.
• 31 December 2012 • 2 notes
turbata mens.
mi rovineresti l’infanzia, se ne avessi una.
• 14 December 2012 • 2 notes
we were young girls in a small world
poi i confini si sono dilatati, i muri crollati e ci siamo ritrovate maggiorenni e cresciute sul serio, non più secondo i nostri canoni (la tua macchina, il tuo lavoro, le mie velleità). avevamo avuto l’abilità di crearci un mondo nostro, piccolo, mai coerente con l’esterno ma sempre compatto, migliore di quello in cui vivo io adesso. quello in cui vivo io adesso a dirti il vero non è nemmeno male, mi piace e mi sarebbe piaciuto anche allora, forse più del nostro:ha un solo difetto, ed è il fatto che sembra non avere confini. che le porte non si chiudono mai. che c’è sempre qualcos’altro, che la catalogazione per confronto è diventata impossibile, che non sono più capace di definire niente. fortuna che noi, ai tempi, ci demmo il nostro bel da fare col catalogare e definire e giudicare quante più cose possibili.
dovunque tu decida di stabilirti, con chi e per quali ragioni, ricorda sempre di assicurarti una via di fuga. http://www.youtube.com/watch?v=fuEDB_hSbCg
• 27 November 2012 • 1 note